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Il vino
Il settore vitivinicolo della provincia di Agrigento può a pieno titolo
definirsi come uno dei settori di punta e di traino del commercio locale. Sono
quasi vent'anni, infatti, che il comparto si segnala per grande produttività
delle imprese ed elevata qualità dei prodotti, come ampiamente testimoniato da
dati statistici ufficiali. Attualmente è lecito indicare la provincia di
Agrigento come la seconda più attiva nell'intero contesto regionale, forte dei
suoi 29.500 ettari di terreni coltivati a vigne e l'alto numero di marchi IGT e
DOC. Con le sue dieci cantine sociali, 33 IGT e cinque DOC (Menfi, Sambuca di
Sicilia, Santa Margherita Belice, Sciacca e Contea di Sclafani), infatti, il
comparto provinciale agrigentino può a pieno diritto essere segnalato come vero
motivo d'orgoglio dell'economia agricola regionale, seconda sola alla provincia
di Trapani.
La scommessa degli imprenditori locali sulle potenzialità delle uve tipiche
della terra di Sicilia è stata dunque ripagata abbondantemente. L'enorme
successo, in termini di popolarità e di risposta da parte dei mercati nazionali
e non, riportato da alcuni dei vitigni caratteristici siciliani, come
l'eccellente Nero d'Avola, ha consentito alle aziende produttrici di proseguire
sul valido percorso intrapreso e di investire in tecniche e tecnologie al fine
di ottenere vini di alta qualità e prestigio.
Oltre al già citato e globalmente apprezzato Nero d'Avola sono numerosi i
vitigni autoctoni che le cantine locali hanno deciso di valorizzare e riportare
a quel ruolo di primo piano storicamente occupato nella sapiente arte di fare
il vino, contravvenendo alla tendenza negativa registrata nel secolo scorso.
Tra questi è possibile citare vitigni di gran pregio, come l'Inzolia, il
Cataratto, il Grecanico, il Nerello Cappuccio, il Nerello Mescalese ed il
Sangiovese. I primi tre danno uve bianche di alta qualità e rappresentano la
fetta più grossa dell'intera produzione provinciale, con una presenza che si
attesta percentualmente intorno al 65%. I secondi permettono invece di ricavare
uve nere e, insieme al Nero d'Avola, sono presenti nel territorio per una quota
del 35%.
La competenza e perizia dei viticultori della provincia ha comunque suggerito
per l'ottenimento di vini di alta qualità di non precludere l'impiego di uve
altrettanto pregiate, seppur provenienti da terre distanti non solo
geograficamente, ma anche per cultura enologica e tradizione vinicola. Il
risultato è stato l'innesto di rinomati vitigni quali lo Chardonnay, il Cabernet
Sauvignon ed il Merlot, che sfruttando le favorevoli condizioni pedoclimatiche
hanno attecchito e fornito produzioni di uve decisamente redditizie, permettendo
la realizzazione di nuovi vini capaci di arricchire la già ampia gamma di
prodotti propria della tradizione siciliana.
Non va inoltre trascurato l'apporto costruttivo da parte degli organismi
ufficiali che è stato offerto alle imprese locali, le quali hanno potuto contare
su di una guida ed un sostegno non indifferente e decisamente raro nel panorama
non solo nazionale. L'impegno dei vari enti preposti alla valorizzazione ed alla
promozione delle risorse del territorio che si è ravvisato negli ultimi anni è
stato sicuramente apprezzabile e notevole, e si è manifestato nei modi più
svariati.
Fra tutti i settori dell'economia locale, poi, quello agroalimentare e, nello
specifico, vitivinicolo ha ricevuto a ragion veduta le attenzioni maggiori.
Esempio lampante di quanto asserito è la costituzione del Consiglio
Interprofessionale per le DOC e IGT dei Vini della Provincia di Agrigento. In
esso sono state riunite in un solo organismo le varie componenti costituenti la
filiera, il che ha si comportato una maggiore complessità nella gestione del
sistema produttivo nella sua interezza, ma ne ha d'altra parte ampiamente
aumentato la qualità di prodotto e di processo.
è grande motivo d'orgoglio per la Sicilia e, in particolar modo, per la
provincia di Agrigento, essere stati i primi a livello nazionale ad introdurre
la concezione dell'interprofessione nel settore ed essere presi ad esempio anche
oltre i confini italici. Se, a tal proposito, in un Paese dalla enorme e
secolare tradizione vitivinicola come la Francia si guarda con attenzione e si
prende a riferimento il contesto agrigentino non possono essere trovate e spese
ulteriori parole.
Le favorevoli condizioni climatiche e geologiche, le grandi potenzialità offerte
dai vitigni propri della tradizione siciliana e l'efficace politica delle
imprese di puntare sulla qualità delle produzioni sono tutti segnali della buona
salute di cui gode il settore e garanzia di affidabilità per gli amanti del vino
di tutto il mondo che decidano di conoscere ed apprezzare gli eccellenti sapori
e profumi dell'antica Trinacria.
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