| Un itinerario nella cittā |
Pag.
1
2
3
4
5
6
7
|
L'asse storico della città parte da una porta medievale demolita e ricostruita
nel 1868, porta di Ponte: da qui si imbocca la via Atenea e, subito sulla
destra, ecco l'acciottolato che porta al convento e alla chiesa di Santo
Spirito. E' il complesso monumentale più importante di Agrigento medievale.
Un'abbazia dell'ordine cistercense femminile, fondata alla fine del '200
dall'agrigentina Marchisia Prefoglio, moglie di Federico e madre di Manfredi
Chiaramonte. La chiesa ha un portale gotico e nell'interno settecentesco un arco
trionfale, Gloria della SS. Trinità, con gli stucchi di Giacomo Serpotta. Il
monastero è uno dei più antichi della Sicilia: ben conservati il grande chiostro
quadrangolare, l'aula capitolare a grandi arcate ogivali, l'antico refettorio,
gli affreschi del 300 e del '500 e, al piano superiore, il dormitorio.
L'itinerario prosegue lungo la via Atenea, toccando, a sinistra nella strada
omonima, la chiesa di San Francesco d'Assisi e la chiesa di San Pietro, entrambe
di origine medievale ma ricostruite nel '700. Poi piazza del Purgatorio, nella
parte più interna del centro storico, con la chiesa di San Lorenzo e l'ipogeo.
Sotto l'imponente prospetto barocco della chiesa, in fondo alla piazza e nei
pressi di un leone in pietra, si apre l'ingresso principale a uno dei più
antichi ipogei: una rete sotterranea di approvvigionamento idrico, gallerie e
canali, serbatoi, cisterne, quasi tutti del VI secolo a.C.
Più avanti, sempre in via Atenea, ecco lo slargo irregolare di piazza Luigi Pirandello o del
Municipio, con il complesso conventuale dei Domenicani (ora sede del Comune) e
la facciata barocca fine '600 della chiesa di San Domenico, che conserva alcuni
dipinti settecenteschi. All'interno dell'ex convento, con ingresso da un
cortile, è possibile visitare l'ottocentesco teatro Luigi Pirandello.
Si prosegue in direzione della Cattedrale: dal Municipio si attaversano via delle
Orfane e i giardini che portano a via del Barone, poi si prosegue lungo via
degli Oblati, dove si incontra la chiesa di San Giorgio (XIV secolo) dal
magnifico portale gotico, per arrivare a piazza Don Minzoni, quindi alla
Cattedrale, posta nella parte più alta della collina, sulla sommità di una
scalinata.
Fondata alla fine dell'XI secolo dal vescovo Gerlando e rimaneggiata
più volte tra il XIII e il XVII secolo, la Cattedrale ha una torre campanaria
quattrocentesca e in facciata presenta una grande finestra a ornati
arabo-normanni; l'interno, a tre navate, è a croce latina. Il tetto ligneo, a
capriata nella parte occidentale, a cassettoni nella zona orientale, porta al
centro, scolpito, lo stemma con aquila bicipite del re Carlo II d'Asburgo.
Notevoli i dipinti, le statue e gli oggetti sacri conservati nella Cattedrale:
dalla Madonna con il Bambino di Stefano Martino (1495) alla Madonna con il
Bambino attribuita a Guido Reni, al Sepolcro di Gaspare De Marims, opera di
Andrea, Mancino e Giovanni Gagini (1493).
Di fronte alla Cattedrale vi è il Museo diocesano. Su
piazza Don Minzoni, antistante la Cattedrale, si affaccia il palazzo Vescovile
con il Seminario ex Steri dei Chiaromente. E' stato restaurato nel '700 dal
vescovo Lucchesi Palli, al quale si deve anche l'edificio della Biblioteca
lucchesiana, dotata di oltre 60.000 volumi, codici miniati, manoscritti,
incunaboli e una scaffalatura lignea del '600. All'edilizia sacra dell'800
risale la chiesa di Sant'Alfonso, costruita tra il 1839 e il 1854, con un
interno ad aula coperto da una volta a botte.
Tra la Cattedrale e il Municipio
vi è la chiesetta di Santa Maria dei Greci, così chiamata perchè in epoca
normanna fu cattedrale del clero greco.
Tra le sue strutture rimangono i ruderi di un tempio dorico, forse di Atena. Sui
muri delle navate sono ancora visibili tracce di affreschi del '300.
|